Guido piano Fabio Concato Testo a accordi per chitarra

Guido piano Fabio Concato Testo a accordi per chitarra

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SOL4  SOL  RE  RE7  DO  MI-  RE  RE7
Guido piano       e ho qualcosa dentro il cuore
SOL4  SOL           RE               RE7
che mistero non so neanche dove andare
DO  MI-               RE          RE7
e m'allontano        anche se dovrei tornare
SOL4  SOL           RE           RE7
lei mi aspetta si potrebbe preoccupare
DO  MI-       RE          RE7
ma c'e' tanto sole e mi accorgo che ne ho bisogno
SOL4  SOL                 RE               RE7
come un fiore e ho bisogno di stancarmi
DO  MI-       RE          RE7
e di camminare      di sentire l'acqua e il vento
SOL4  SOL                RE                RE7
e di respirare  peccato che qui vicino non c'e' il mare
DO  MI-       RE                 RE7               MI-
DO   RE   SOL   DO   RE   SOL4   SOL   SOL4   SOL
Guido piano        che mistero dopo il ponte
SOL4  SOL        RE               RE7
cambia il mondo viene voglia di cantare
DO  MI-        RE          RE7
questa sera       te lo voglio raccontare
SOL4  SOL        RE           RE7
son sereno come se fosse Natale
DO  MI-     RE          RE7
e ho tanta voglia di sdraiarmi su questa terra
SOL4  SOL        RE               RE7
così calda di dormire e di sognare
DO  MI-     RE          RE7
che questo fiume lentamente mi porta fra i monti
SOL4  SOL            RE                          RE7
e le pianure e mi culla come un bambino fino al mare
DO  MI-       RE                       RE7            MI-
DO   RE   SOL   DO   RE   SOL4   SOL
Amore mio perche' ogni volta scappo via
DO7+       RE                SI-                    MI-
e siamo cosi' lontani dai profumi e dalla vita
LA-        RE7          SOL            SOL7
forse t'incontrero' dove comincia il mare
DO7+       RE                  SI-               MI-
e quando mi svegliero saro' migliore.
LA-        RE7          SOL4  SOL
RE  RE7  DO  MI-  RE  RE7  ** SOL4  SOL  RE  RE7  DO  MI-  RE  RE7  SOL

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2 Comments
  • VOLAINALTO
    Posted at 19:39h, 01 Marzo Rispondi

    La mia argentea capigliatura ha avuto modo di vivere una buona parte della storia della musica,
    soprattutto se si considera i grandi cambiamenti che essa ha acquisito negli ultimi decenni. Da sempre gran parte dei testi delle canzoni si sono rifatti a stereotipi ben preconfezionati e molti anche molto gradevoli. Ogni tanto compare però un’eccellenza che, allontanandosi dagli stereoti-pi, evi¬denzia in poche parole grandi concetti che paiono accarezzare l’anima e/o l’intelletto di chi è all’ascolto.

    Una di queste canzoni è GUIDO PIANO di Fabio Concato, pubblicata nel 1984.
    La prima volta che l’ho sentita, ho subito avvertito un qualcosa che mi si era smosso dentro con le parole iniziali …. ho qualcosa dentro al cuore che mistero….
    Qual è quel qualcosa che l’uomo si porta dentro al cuore?
    A voler analizzare la cosa, si scivola subito nella vastità di tutto quello che può essere.
    Tutti noi abbiamo in comune la necessità di trovare una risposta a due domande fondamentali: “Chi siamo?” e “Perché viviamo?”. Chiedersi perché esistiamo, sapere come sono stati creati l’universo, la terra e la vita non è un interesse occasionale ma atavico.
    Le risposte a queste domande non sono contenute in nessuna enciclopedia.
    Prima che venisse fuori una maniera di pensare chiamata filosofia (600 a.C. circa), erano le diver-se religioni a fornire le risposte a tutte quelle domande che gli uomini si ponevano. I filosofi greci cer¬carono di dimostrare agli uomini che queste interpretazioni dell’universo erano inattendibili. In questo modo la filosofia si rese indipendente dalla religione, cioè pensando in modo “scientifico”.
    Le fonti storiche che ci sono pervenute descrivono Socrate (tra i più autorevoli dei filosofi) come un personaggio animato da una grande sete di verità e di sapere, che però sembravano continua-mente sfuggirgli. Egli diceva di essersi convinto così di non sapere, ma proprio per questo di esse-re più sapiente degli altri. Ed è proprio il “sapere di non sapere”, un’ignoranza intesa come consa-pe¬volezza di non conoscenza definitiva, che diventa però movente fondamentale del desiderio di conoscere. Conoscere soprattutto percependo qualcosa attraverso i sensi.

    E qui in GUIDO PIANO si ritrova l’angoscia di non saper dove andare con il magone dentro al cuo-re, la ricerca di conoscere nuove emozioni sensoriali: sentire sulla pelle il calore del sole, l’acqua, il vento, il calore della terra. Insomma lo ricerca del … m’illumino d’immenso.
    Leopardi, stando sul colle solitario a lui tanto caro, immaginava che dietro la siepe che gli offu-scava gran parte dell’orizzonte, vi fossero sterminati spazi con silenzi inconcepibili per l’uomo e con una profondissima quiete rassicurante. Qui c’è il ponte oltre il quale il mondo cambia e si è spinti ad andarci oltre perché ci si sente nel bel mezzo del nulla. Ti trovi in un punto dal quale non vedi niente e sei spinto a cercare qualcosa che stia oltre il ponte in un momento, non solo un luo-go, da cui non puoi tornare indietro.
    Percezioni che non sempre nella coppia sono avvertite nella stessa maniera e così, mentre lui si fa cullare dal fiume che lentamente lo porterà sino al mare, lei ….. lo aspetta.
    Una canzone che va abbondantemente oltre l’amore tra un uomo e una donna, in un’altra dimen-sione.

  • Cantarevolare
    Posted at 12:31h, 02 Marzo Rispondi

    Come contraddirla, grazie per il commento, veramente belle parole per una canzone e un artista che personalmente stimo molto.

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